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Ultimo aggiornamento: 06/06/2020

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Sei una delle tante persone che soffrono di colon irritabile? Vuoi sapere se qualche integratore può aiutarti ad alleviare i sintomi? Sei interessato a conoscere la giusta alimentazione per il colon irritabile? Sul nostro articolo troverai informazioni aggiornate, utili e scientifiche su questo disturbo intestinale piuttosto comune.

Sebbene il colon irritabile colpisca ogni individuo in modo diverso e generi frustrazione sia nei pazienti che nei professionisti della salute, puoi fare molto per migliorare i sintomi e la qualità della tua vita. Alimentazione, integratori e gestione dello stress sono strumenti preziosi per trattare la sindrome dell’intestino irritabile. Scopriamoli insieme!

Le cose più importanti in breve

  • Il colon irritabile, o sindrome dell’intestino irritabile, è un disturbo della motilità intestinale che produce dolore addominale, alterazioni delle abitudini intestinali (diarrea e/o costipazione), flatulenza e gonfiore, tra gli altri sintomi.
  • Sebbene i meccanismi che producono questa malattia non siano ancora chiari, l’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nel trattamento del colon irritabile. Anche alcuni integratori, come i probiotici e i semi di psillio possono essere utili.
  • Per scegliere il miglior integratore per il colon irritabile devono essere esaminati criteri come ceppo e dosaggio di probiotici, forma di presentazione del psillio, presenza di allergeni e altro di cui parleremo nella sezione apposita.

I migliori integratori per il colon irritabile

Il colon irritabile può manifestarsi con diarrea, costipazione o un’alternanza di queste condizioni. Ogni persona ha le proprie tolleranze e sensibilità alimentari, il che rende impossibile una dieta o un integratore adatto a tutti gli individui colpiti. Tuttavia noi abbiamo selezionato alcuni dei prodotti che possono aiutare a trattare il colon irritabile. Prova a vedere se qualcuno di essi può esserti utile!

Il miglior probiotico per la diarrea data dal colon irritabile

Polvere probiotica del ceppo Lactobacillus rhamnosus GG. La confezione contiene 12 bustine e si consiglia l’assunzione di 1 o 2 unità al giorno in caso di diarrea da intestinale irritabile. È adatto a vegani e senza lattosio né glutine.

Il contenuto della busta può essere versato direttamente in bocca oppure è anche possibile mescolarlo con latte, yogurt o succo di frutta. Conservare a temperatura inferiore a 25 ° C.

Le migliori compresse di olio di menta per colon irritabile

Compresse di olio di menta piperita formulate per alleviare il malessere digestivo dato dal colon irritabile. Sono 360 compresse da assumere nella quantità di 2 unità al giorno. Prodotto adatto ai vegani e senza glutine né pesce.

Contiene anche calcio e vitamina. Secondo chi lo ha acquistato, è un prodotto più utile nel medio lungo termine che nell’immediato, come accade con le capsule che danno sollievo subito dopo l’assunzione.

Le migliori capsule per alleviare il malessere intestinale

Capsule probiotiche di Lactobacillus plantarum presentate in un flacone da 90 unità. Il produttore consiglia di assumere 1 o 2 capsula al giorno (ognuna fornisce 2 miliardi di CFU), meglio se ai pasti. Questo prodotto riduce il gonfiore, il gas e il disagio intestinale associati al colon irritabile. Promuove l’equilibrio della flora intestinale.

Secondo gli acquirenti è utile per i diversi problemi intestinali come la flatulenza, la diarrea e anche per migliorare la salute in generale.

Il miglior Psyllium in polvere per il colon irritabile

Bucce di Psyllium biologico, tritate, da aggiungere a vari liquidi (latte, yogurt, succo di frutta, frullato) e impasti di pane, pancake o muffin. Questo integratore è senza glutine e adatto ai vegani. La confezione è da 200 grammi.

Lo psillio è una fonte di fibra solubile ed è raccomandato sia per costipazione che per diarrea. Per questo motivo, può aiutare a regolare la funzione intestinale in caso di colon irritabile.

Il miglior probiotico da accompagnare alla dieta bassa in FODMAP

Capsule probiotiche di Bifidobacterium infantis 35624, un ceppo efficace per alleviare i sintomi del colon irritabile (flatulenza, dolore, diarrea, costipazione). Senza glutine nè lattosio. Si tratta di un set di due scatole ciascuna con 30 capsule.

Si consiglia l’assunzione di 1 capsula al giorno. Se sta assumendo antibiotici, questo probiotico deve essere somministrato separatamente, ad esempio, entro 2 ore tra l’assunzione dell’antibiotico e l’assunzione del supplemento.

Tutto quello che devi sapere sul colon irritabile

Sebbene la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sia un disturbo intestinale che colpisce molte persone, non esiste una vera cura universale. Tuttavia, la giusta alimentazione, alcuni integratori e la gestione dello stress aiutano a tenere a bada i sintomi. In questa sezione ti spieghiamo cos’è il colon irritabile, qual è l’alimentazione corretta da seguire e cercheremo di risolvere i dubbi più comuni su questo disturbo intestinale.

Donna che si gode una tisana

La dieta a basso contenuto di FODMAP consiste nell’eliminazione di quegli alimenti ricchi di carboidrati fermentabili: fruttosio, lattosio, fruttani, polioli, galattani e galattooligosaccaridi. (Fonte: Guillem: 93080327/ 123rf.com)

Definizione di colon irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS), o colon irritabile, è un disturbo intestinale che provoca dolore addominale e disturbi nel normale ritmo di defecazione (diarrea e/o costipazione). Altri sintomi comuni sono: gonfiore (addome gonfio), flatulenza, muco nelle feci o dolore durante l’evacuazione (1, 2).

Le cause o i meccanismi che producono questa sindrome non sono ancora chiari, poiché non sono correlati a danni strutturali, infezioni o problemi metabolici. Nelle persone che ne soffrono, sono stati trovati microinfiammazione della parete intestinale, ridotta motilità, squilibrio del microbiota del colon e disfunzione immunitaria (1, 2, 3).

Attualmente, la diagnosi di colon irritabile si basa sui sintomi. Prendendo come riferimento i criteri di Rome IV, una persona soffre di sindrome dell’intestino irritabile se ha dolori addominali ricorrenti per 3 mesi (4 giorni al mese o 1 giorno alla settimana) e soddisfa almeno 2 delle seguenti affermazioni (2, 4):

  1. Il dolore è correlato alla defecazione e talvolta può migliorare dopo l’evacuazione.
  2. C’è un cambiamento nella frequenza dei movimenti intestinali. Potrebbe esserci un aumento o una diminuzione della frequenza, a seconda che si tratti rispettivamente di diarrea o costipazione.
  3. C’è un cambiamento nella consistenza delle feci. Saranno liquide o più morbide quando il colon irritabile è associato a diarrea o dure e secche se si presenta con costipazione.

Encarnacion ArriazaDirettrice-medico di Farmasierra

“Il probiotico Bifidobacterium infantis 35624 ha dato un significativo miglioramento dei sintomi dell’intestino irritabile, diminuendo il dolore o il disagio addominale, gonfiore o distenzione addominale e/o la difficoltà nella motilità intestinale”.

La diarrea e la stitichezza nel colon irritabile

Sebbene la maggior parte delle persone pensi che il colon irritabile si manifesti con diarrea, in molti casi predomina la costipazione o fasi di diarrea alternate a periodi di costipazione. Secondo le sue forme di presentazione, il colon irritabile può essere classificato in 4 tipi, che si riflettono nella seguente tabella (2, 5):

Tipi di colon irritabile o sindrome dell’intestino irritabile (SII) Caratteristiche
IBS con predominio di diarrea – Più del 25% delle feci hanno una consistenza morbida, pastosa o liquida. Le feci dure rappresentano meno del 25% delle evacuazioni.

– È più frequente negli uomini.

IBS con predominio di stitichezza (o constipazione) – Più del 25% delle evacuazioni sono dure. Possono esserci feci di consistenza più morbida, ma rappresentano meno del 25% del totale.

– È più prevalente nelle donne.

IBS misto o ciclico – Si alternano stitichezza e diarrea.

– Più del 25% delle evacuazioni è dura e più del 25% è morbida o liquida.

IBS aspecifico o no classificabile – La persona soddisfa i criteri per l’intestino irritabile, ma non appartiene a nessuno dei gruppi sopra menzionati.

Qual è il trattamento giusto per il colon irritabile?

Poiché non esiste una cura per il colon irritabile, il trattamento si concentra sull’alleviamento dei sintomi (dolore addominale, diarrea, stitichezza) e sulla prevenzione delle crisi. L’alimentazione e la gestione dello stress sono strategie di base per controllare questo disturbo. Il trattamento del colon irritabile deve essere assolutamente personalizzato e può includere:

  • Farmacoterapia: esistono vari farmaci per il trattamento del colon irritabile. Sono comunemente prescritti antispasmodici, antidiarroici, antiflatulenza, lassativi lievi e farmaci psicotropi. Gli integratori di probiotici, lo psillio, gli oli essenziali di menta possono essere di grande aiuto. Molte persone usano medicini solo nei periodi di crisi (1, 6).
  • Dieta: l’alimentazione per il colon irritabile è essenziale per trattare la diarrea e/o la stitichezza associate a questa sindrome. Alcuni alimenti possono esacerbare i sintomi, ma questa sensibilità varia da persona a persona. Attualmente, la dieta a basso contenuto di FODMAP si è dimostrata molto utile in caso di colon irritabile con una prevalenza di diarrea (1, 3).
  • Psicoterapia: Il colon irritabile spesso coesiste con ansia, depressione e disturbi del sonno. Per questo motivo la psicoterapia può essere utile per migliorare la qualità della vita di molte persone che vivono con questo disturbo intestinale (3, 7).
  • Tecniche per gestire lo stress: meditazione, mindfulness e rilassamento muscolare progressivo aiutano a ridurre i livelli di stress e, in alcune persone, contribuiscono a un significativo miglioramento dei sintomi (7).
  • Attività fisica: l’esercizio fisico, da 3 a 5 volte a settimana, per 30 a 60 minuti, è associato a un miglioramento dei sintomi del colon irritabile (3, 8).
Tipi di medicinali prescritti per il colon irritabile Funzione Esempi
Antispastici Riducono le contrazioni involontarie del muscolo intestinale che causano dolore nel colon irritabile. Cimetropio bromuro.

Mebeverina.

Trimebutina.

Scopolamina-N-butilbromuro.

Dicicloverina.

Antidiarroici Ritardano il transito intestinale. Loperamide.

Lidamidine.

Lassativi leggeri La fibra solubile contribuisce alla formazione di bolo fecale e migliora il transito intestinale. Altri lassativi stimolano direttamente la motilità intestinale. Sono indicati in caso di colon irritabile con prevalenza di stitichezza. Psyllium.

PEG (Glicole polietilenico).

Lattulosio.

Picosolfato di sodio.

Antiflatulenza Impediscono l’eccessivo accumulo di gas nell’intestino che provoca distensione addominale (gonfiore) e dolore. Favoriscono l’espulsione dei gas intestinali. Dimeticone.

Carbone attivo.

Psicofarmaci Esercitano un effetto analgesico viscerale in caso di forte dolore addominale. Servono anche per affrontare le comorbilità psicologiche del colon irritabile, come la depressione e l’ansia. Antidepressivi triciclici (amitriptilina, imipramina).
Inibitori della ricaptazione della serotonina (venlafaxina, fluoxetina, citalopram).

Integratori per il colon irritabile

Non tutte le persone che soffrono di colon irritabile dovrebbero assumere integratori. Tuttavia, alcuni di questi prodotti possono migliorare i sintomi e la qualità della vita, con un rischio molto basso di produrre effetti collaterali minori. I migliori integratori per il colon irritabile sono:

  • Probiotici: i batteri e i lieviti probiotici esercitano un effetto benefico impiantandosi nell’intestino e ripristinando l’equilibrio del microbiota (microrganismi che normalmente abitano l’ambiente intestinale). Nel colon irritabile ci possono essere ipersensibilità viscerale, infiammazione e crescita eccessiva batterica e i probiotici modulano queste reazioni (5, 6). Tuttavia, non può essere usato un qualsiasi ceppo di probiotico per trattare il colon irritabile. Il più studiato e raccomandato è il batterio Bifidobacterium infantis 35624, che allevia in modo significativo il dolore, il gonfiore e le alterazioni delle abitudini intestinali nella sindrome dell’intestino irritabile (9).
  • Fibre solubili (Prebiotici): trattengono l’acqua rendendo le feci più morbide e aiutano ad alleviare la stitichezza senza esacerbare nel dolore addominale. Lo psillio, una fibra solubile derivata dalla buccia della pianta Plantago ovata, funge da prebiotico e funge da “alimento” per i batteri benefici nell’intestino (1, 6).
  • Olio essenziale di menta: si ottiene dalla pianta Mentha x piperita e il suo principio attivo è il mentolo, che ha un effetto antispasmodico e antiflatulente. È meglio consumare olio di menta in capsule per evitare effetti indesiderati (bruciore, rigurgito e nausea) (6, 10).
Succo di carote

La carota è un alimento consigliato alle persone che soffrono di colon irritabile. (Fonte: Lisa870: 50231030/ 123rf.com)

Le fibre alimentari nel trattamento del colon irritabile

Soffrire di colon irritabile non significa smettere di consumare fibre, ma è importante differenziare i tipi di fibre. La fibra insolubile, ad esempio la crusca di frumento, aumenta la peristalsi (movimento) e accelera il transito intestinale. È un’intensa stimolazione della defecazione e, nei soggetti che soffrono di colon irritabile con stitichezza, può aggravare il dolore. (1, 11).

La fibra solubile, presente nello Psyllium, è meglio tollerata, stimola la crescita di batteri “buoni” nel colon e può essere utile sia in caso di diarrea che di costipazione. Tuttavia, poiché questa fibra viene fermentata dai batteri nel colon, può produrre gas in eccesso e aggravare flatulenza, dolore e gonfiore (1, 3).

La tolleranza alle fibre varia da persona a persona e, per questo motivo, il trattamento dietetico del colon irritabile deve essere totalmente individualizzato. Quando si opta per un integratore di fibre di psillio, si consiglia di iniziare a consumare piccole dosi di 3 grammi insieme ai pasti, quindi passare a 5-10 grammi a seconda della tolleranza (1).

Janice Vickerstaff JonejaDietista, ricercatrice ed educatrice

“In molte persone con sindrome dell’intestino irritabile, la fibra insolubile può peggiorare i sintomi”.

Aspetti base della dieta tradizionale per il colon irritabile

Una persona con diagnosi di intestino irritabile dovrebbe consultare immediatamente un nutrizionista per iniziare a valutare l’effetto che ogni alimento ha sui suoi sintomi. Tuttavia, nei periodi critici, l’alimentazione per trattare il colon irritabile deve avere determinate caratteristiche (12, 13):

  • Evitare le sostanze stimolanti, come caffè, alcool e peperoncino. Le sigarette, anche se non fanno parte dell’alimentazioni, dovrebbero essere evitate.
  • Frazionare la dieta in 4 o 5 pasti quotidiani. È estremamente dannoso mangiare solo 2 volte al giorno e fare pasti molto abbondanti.
  • Mangiare lentamente, con calma, per non inghiottire l’aria insieme al cibo. Altrimenti, flatulenza, gonfiore e dolore si aggravano.
  • Diminuire il consumo di zuccheri semplici: zucchero comune, miele, marmellate, dolci, fruttosio, xilitolo e sorbitolo.
  • Non masticare chewin gum, visto che è associato a ingesione di aria e i suoi zuccheri possono produrre molti gas.
  • Evitare il genere allium (aglio, cipolle, porro) e le cricifere (cavolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, ravanello).
  • Molte persone con colon irritabile hanno intolleranza al lattosio, quindi è saggio non bere latte né assumere latticini.
  • I legumi, il mais, e la crusca di frumento esacerbano i sintomi e non devono essere consumati.
  • Verdure e frutta ricche di fibre solubili sono adatte sia alla diarrea che alla stitichezza: carota, zucca, zucchine, polpa di pomodoro, mela (senza buccia), pera (senza buccia), banana, albicocca e pesca. Alcune persone possono tollerare il succo di agrumi o la polpa (rimuovendo la buccia).
  • La carne e le uova di solito sono ben tollerate, ma nei periodi di diarrea, flatulenza o molto dolore si consiglia di consumare carne bianca (volatili, pesce).

È importante tener presente che non esiste una dieta standard o universale che allevia i sintomi di tutte le persone che soffrono il colon irritabile. Per questo motivo, è consigliabile avere un diario alimentare o annotare quali alimenti innescano o aggravano una crisi e quali possono essere tollerati senza problemi.

Dieta a basso contenuto di FODMAP per il colon irritabile

La dieta a basso contenuto di FODMAP consiste nell’eliminazione di quegli alimenti ricchi di carboidrati fermentabili: fruttosio, lattosio, fruttani, polioli, galattani e galattooligosaccaridi. Perché eliminare i FODMAP? Poiché questi carboidrati fermentati, producono gas e scatenano sintomi di colon irritabile, come flatulenza, dolore e gonfiore addominale (2, 14).

Questa dieta è attualmente sotto studio, ma ci sono persone che l’hanno seguita e hanno ottenuto buoni risultati. Tuttavia, è una dieta molto restrittiva, che non dovrebbe mai essere fatta senza controllo medico, né per un periodo superiore a 6 o 8 settimane. Dopo questo periodo, alcuni alimenti devono essere reintrodotti gradualmente per valutare la tolleranza (2, 14).

Gruppo di alimenti Alimenti ricchi in FODMAP (Sconsigliati per il colon irritabile) Alimenti bassi in FODMAP (Consigliati per il colon irritabile)
Zuccheri e dolcificanti Zucchero comune (saccarosio), miele, caramelle, marmellate, sciroppi, dolci. Nemmeno gli edulcoranti non calorici come ad esempio lo xilitolo o le gomme da masticare senza zucchero, sono consigliati. Anche le versioni light di marmellate e dolci non sono raccomandate.
Frutta Mela, pera, prugna, albicocca, pesca, ciliegia, anguria, frutta secca (disidratata). Agrumi, banana, kiwi, ananas, more, lamponi, fragole (quest’ultime con moderazione).
Verdure Asparagi, cipolla, aglio, porro, cavolo, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, mais, carciofo, barbabietole. Carota, zucca, pomodoro, cetriolo, fagiolini, zucchine, erba cipollina, melanzane. Bietole, patate e peperone verde dovrebbero essere consumati con moderazione.
Latticini Latte. Quantità limitate di yogurt e formaggi. Latte senza lattosio.
Cereali Pane integrale, crackers integrali, crusca di frumento. Riso decorticato, pane bianco, pasta semplice, quinoa.
Legumi Lenticchie, ceci, fagioli. Non sono consigliati.
Frutta secca Noci, mandorle, nocciole. Non indicata intera o macinata, solo in bevande vegetali.
Carne e uova Carni lavorate (salumi, salsicce). Carne non processata e fresca. Può essere pollame, vitello o pesce. L’uovo è permesso.
Bevande Birra, vini dolci, bibite analcoliche con o senza zucchero, succhi di frutta. Acqua, tè, vino secco.

Domande frequenti sul colon irritabile

A causa dell’assenza di un trattamento curativo e di una dieta standard, le persone che vivono con colon irritabile ricevono molte informazioni da varie fonti. Sfortunatamente, molti dei dati e delle raccomandazioni non hanno alcun supporto scientifico. Ecco alcune delle domande più frequenti sull’intestino irritabile e le nostre relative risposte:

Le persone che soffrono di colon irritabile devono fare una dieta depurativa (detox) o sommettersi a una pulizia del colon?

No, le diete detox non sono indicate per il colon irritabile perché non hanno alcun sostegno scientifico, così come la pulizia del colon (idroterapia o lavaggio del colon). L’idroterapia prevede l’introduzione di acqua calda attraverso il retto e la sua circolazione per “pulire” il colon. I rischi di questa tecnica comprendono infezioni e squilibri idroelettrolitici.

Psyliium

Lo psillio è una fonte di fibra solubile ed è raccomandato sia per stitichezza che per diarrea.(Fonte: Siamphotos: 50485404/ 123rf.com)

Il colon irritabile colpisce più le donne che gli uomini?

Sì, il colon irritabile è più comune nelle donne che negli uomini. Si stima che su 10 persone che soffrono di questo disturbo intestinale, tra 6 e 7 siano donne. Tuttavia, in molti paesi in via di sviluppo la prevalenza è simile tra uomini e donne (15).

A quanti anni si può iniziare a soffrire di colon irritabile?

Il colon irritabile può colpire bambini, adolescenti, adulti e anziani. La maggior parte delle persone manifesta i primi sintomi prima dei 35 anni. Inoltre, negli individui di età superiore ai 50 anni, il colon irritabile tende a manifestarsi più mite rispetto ai giovani adulti (15).

Escludere il glutine allevia i sintomi del colon irritabile?

Alcune persone che soffrono di colon irritabile possono sviluppare un’intolleranza al glutine, nonostante non siano celiache. In questi casi, escludere il glutine è associato a un miglioramento dei sintomi. Se non c’è celiachia o intolleranza al glutine, una dieta di esclusione non è giustificata poiché renderebbe l’alimentazione ancora più restrittiva (3).

Pesce fresco

Le carni e le uova sono generalmente ben tollerate, ma nei periodi di diarrea, flatulenza o forte dolore, si consiglia di consumare carni bianche (pollame, pesce). (Fonte: Nitr: 94914344/ 123rf.com)

Come scegliere gli integratori per il colon irritabile

Si trovano vari integratori per il colon irritabile sul mercato, tra cui probiotici, psillio e olio di menta. Tuttavia, la maggior parte delle persone non sa quali sono i ceppi probiotici specifici per l’intestino irritabile o come lo Psyllium differisce dall’inulina. Per effettuare un buon acquisto, dovrai valutare i seguenti criteri:

Ceppi e dosaggio di probiotici

La quantità di batteri fornita da un probiotico viene misurata in CFU (unità formanti colonie). Affinché un integratore di questo tipo abbia un effetto benefico sulla salute, deve fornire almeno tra i 100 milioni e 1 miliardo di CFU per porzione. Questa informazione si trova sull’etichetta nutrizionale (5).

D’altra parte, si trovano ceppi di probiotici che sono specifici per il colon irritabile e servono a ridurre il dolore addominale, regolare le evacuazioni e ridurre gas e gonfiore. Queste varietà sono (9, 16):

  • Bifidobacterium infantis 35624 (la più studiata)
  • Bifidobacterium longum BB536
  • Lactobacillus plantarum 299v
  • Lactobacillus rhamnosus GG

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Formato di presentazione del Psyllium

Lo psillio viene commercializzato in polvere, capsule e compresse. Il modo migliore per consumarlo è in polvere, mescolato con i pasti o sciolto nei frullati. Affinché non produca gas in eccesso e gonfiore, è importante iniziare a prendere 3 grammi al giorno e quindi passare a 10 o 20 grammi al giorno.

Se il colon irritabile presenta diarrea, stitichezza o è misto, lo psillio può aiutare a controllare i sintomi. Capsule e compresse sono scarsamente raccomandate e meno efficaci della polvere. Lo psillio non deve essere confuso con l’inulina poiché quest’ultima è un FODMAP e può aggravare il colon irritabile (17).

Formato di presentazione dell’olio di menta

L’olio essenziale di menta piperita si presenta in forma liquida e in capsule. La maggior parte degli olii di menta piperita liquidi sono destinati esclusivamente all’uso esterno e sono utilizzati in aromaterapia, cosmetologia e terapia di massaggio. L’olio di menta piperita liquido commestibile può essere aggiunto alle ricette (in particolare le bevande) e usato per combattere l’alitosi.

Sebbene si possano alcuni olii commestibili, l’olio di menta piperita in capsule è preferito per il colon irritabile perché il mentolo viene rilasciato direttamente nell’intestino e vengono evitati i seguenti effetti indesiderati (6):

  • Nausea
  • Bruciore
  • Retrogusto a menta
  • Rigurgiti
  • Diarrea

Allergeni

Se una persona che soffre di colon irritabile segue una dieta a basso contenuto di FODMAP, dovrebbe evitare il lattosio. Per questo motivo, è consigliabile scegliere integratori privi di lattosio. D’altra parte, coloro che soffrono di celiachia o intolleranza al glutine non celiaca, dovrebbero cercare il sigillo che garantisce la privacità di allergeni.

Anche se la maggior parte degli integratori per ilc olon irritabile sono senza lattosio e senza glutine, questo non garantisce che non vi siano altri allergeni, come la soia o le uova. Ogni persona con allergie alimentari dovrebbe leggere l’elenco degli ingredienti per escludere la presenza dell’allergene che non vuole.

Ramón ArgósMedico appartenente alla Clinica Universitaria di Navarra

“L’esercizio fisico migliora la digestione, aiuta a espellere meglio i gas e ad andare meglio in bagno”.

Certificazioni di qualità

Le certificazioni di qualità negli integratori garantiscono che ciò che appare sull’etichetta nutrizionale coincida con il processo di produzione. Nel caso del colon irritabile, queste certificazioni garantiscono sicurezza, uniformità della dose dei principi attivi e assenza di allergeni, tra gli altri aspetti. Le più importanti certificazioni sono:

  • GMP (Norme di buona fabbricazione).
  • HACCP (Analisi dei pericoli e punti di controllo critico).
  • ISO 9001 (Organizzazione internazionale per la normazione).

Conclusioni

Il colon irritabile è un disturbo intestinale molto diffuso che, in alcune popolazioni, può colpire fino al 20% dei suoi abitanti. Le sue cause non sono ancora state chiarite, né esiste un trattamento curativo, ma dieta, integratori e gestione dello stress aiutano a ridurre il dolore, i disturbi intestinali, il gas e il gonfiore.

L’alimentazione per il colon irritabile può essere basata sulla riduzione di fibre insolubili e sostanze stimolanti, oppure può anche consistere nell’evitare cibi ricchi di FODMAP. Probiotici, psillio e olio di menta sono integratori che possono alleviare i sintomi, ma la tolleranza varia da persona a persona.

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(Fonte dell’immagine in evidenza: Zykava: 126647652/ 123rf.com)

Riferimenti (17)

1. Baldomero López V, Llames L. Diarrea aguda y crónica. Estreñimiento. Síndrome de intestino irritable. Enfermedad diverticular. En: Rodota E, Castro M. Nutrición clínica y Dietoterapia. Editorial Panamericana. 2012.
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2. Fragoso Arbelo T, Milán Pavón R. El síndrome de intestino irritable como causa de dolor abdominal crónico [Internet]. 2018.
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3. Carmona Sánchez R et al. Consenso mexicano sobre el síndrome de intestino irritable [Internet]. 2016.
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4. Schmulson M, Drossman D. What Is New in Rome IV [Internet]. 2017.
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5. Guzmán E, Montes P, Monge E. Probióticos, prebióticos y simbióticos en el síndrome de intestino irritable [Internet]. 2012.
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6. Remes Troche J et al. Tratamiento farmacológico del síndrome de intestino irritable: revisión técnica [Internet]. 2010.
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7. Eriksson E, Andrén K, Kurlberg G, Eriksson H. Aspects of the non-pharmacological treatment of irritable bowel síndrome [Internet]. 2015.
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8. Johannesson E et al. Physical Activity Improves Symptoms in Irritable Bowel Syndrome: A Randomized Controlled Trial [Internet]. 2011.
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9. Yuan F et al. Efficacy of Bifidobacterium infantis 35624 in patients with irritable bowel syndrome: a meta-analysis [Internet]. 2017.
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10. Alammar N et al. The impact of peppermint oil on the irritable bowel syndrome: a meta-analysis of the pooled clinical data [Internet]. 2019.
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11. Perona M. ¿La fibra mejora o empeora el síndrome del intestino irritable? [Internet]. 2009.
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12. Torresani M, Somoza M. Capítulo 7: Patologías intestinales. En: Lineamientos para el cuidado nutricional. Editorial Eudeba. 2009.
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13. Longo E, Navarro E. La técnica dietoterápica en las enfermedades intestinales. En: Técnica dietoterápica. Editorial El Ateneo. 2004.
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14. Figueroa C. Dieta baja en FODMAP en el síndrome de intestino irritable [Internet]. 2015.
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15. Canavan C, West J, Card T. The epidemiology of irritable bowel syndrome [Internet]. 2014.
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16. Ducrotté P, Sawant P, Jayanthi V. Clinical trial: Lactobacillus plantarum 299v (DSM 9843) improves symptoms of irritable bowel síndrome [Internet]. 2012.
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17. Zugasti A, Estremera F, Petrina E. Dieta pobre en FODMAPs (fermentable oligosaccharides, disaccharides, monosaccharides and polyols) en el síndrome de intestino irritable: indicación y forma de elaboración [Internet]. 2016.
Fonte

Perché puoi fidarti di me?

Romina Nutrizionista
Ho una laurea in Nutrizione e sono una Coach in Salute e Benessere. Poco dopo la laurea ho iniziato a scrivere articoli su cibo e nutrizione perché ho notato che le persone leggevano molto su questi argomenti, ma, nella maggior parte dei casi, le informazioni ottenute erano errate o false. Il mio obiettivo è quello di scrivere articoli che siano veri, utili e interessanti per il lettore.
Articolo scientifico
Baldomero López V, Llames L. Diarrea aguda y crónica. Estreñimiento. Síndrome de intestino irritable. Enfermedad diverticular. En: Rodota E, Castro M. Nutrición clínica y Dietoterapia. Editorial Panamericana. 2012.
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Articolo scientifico
Fragoso Arbelo T, Milán Pavón R. El síndrome de intestino irritable como causa de dolor abdominal crónico [Internet]. 2018.
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Articolo scientifico
Carmona Sánchez R et al. Consenso mexicano sobre el síndrome de intestino irritable [Internet]. 2016.
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